Come sopravvivere alla volatilità

Il conflitto russo-ucraino ha scatenato un'ondata di panic selling, soprattutto sui mercati europei. Ma, quando si investe, è sempre meglio non farsi sopraffare da emozioni, incertezze e paure. Ecco il mix da scegliere in questi giorni difficilie.

Carlo Vedani - AD di Alicanto Capital SGR - ci propone la sua analisi puntuale sull' attuale complesso contesto di mercato

Appena una settimana fa scrivevamo che Putin aveva riconosciuto le repubbliche ribelli del Donbass. In pochi giorni la situazione è precipitata: giovedì scorso è esploso il conflitto e la Russia sta incontrando difficoltà rispetto ai probabili piani di una guerra-lampo. Lunedì si è tenuto un primo round di colloqui, che presto riprenderanno, ma una soluzione appare lontana.
Intanto, pur in pochi giorni, le operazioni belliche hanno già causato eventi importanti, alcuni clamorosi: tra questi, un cambio repentino nella politica antimilitarista del Parlamento tedesco, l'adesione della Svizzera alle sanzioni internazionali, l’Unione Europea che fornisce armi a un paese terzo, gli atleti russi completamente esclusi dalle competizioni sportive.

Europa, la grande sconfitta

In questo contesto, ancora molto fluido, è davvero difficile tracciare una valutazione economica puntuale della situazione.
C'è solo un punto fermo: l'impatto delle sanzioni – che sembrano anche un monito alla Cina, per frenare i suoi appetiti su Taiwan – sarà probabilmente devastante per l'economia russa, ma potrebbe danneggiare (e molto) tutto l'Occidente. La Bce si aspetta un impatto fino all’1% sul pil, mentre l’inflazione continua a segnare livelli molto alti in Europa: venerdì scorso la Francia ha riportato +0,8% mese su mese (+4,1% anno su anno), ma consumi in calo, mentre lunedì il Cpi spagnolo ha segnato +0,6% MoM (+7,4% YoY) e martedì il dato di febbraio per l’Italia ci ha consegnato un’inflazione al 6,2% su base annua.
Questa divergenza costituisce un’ulteriore preoccupazione per la Bce, e ci fa sospettare che la prima vittima delle sanzioni sarà proprio l'Europa. Il blocco Swift per alcune banche russe rischia davvero di mettere in difficoltà molte aziende del nostro continente (soprattutto tedesche, italiane e in second'ordine francesi) che hanno commesse con Mosca.
E' molto difficile, come è anche inutile ricordarlo, che le perdite vengano indennizzate, mentre è probabile che non si limiteranno al breve termine, ma danneggeranno le nostre imprese per un periodo più lungo. I settori più colpiti sembrano essere quelli del lusso, della moda, del turismo e del food di alta gamma.
L'Europa sarà quindi la grande sconfitta. Meno problemi, invece, per l'Asia, che ha pochissimo scambio con la Russia e sostanzialmente tiene. In particolare, il Giappone rappresenta un'economia molto concentrata sulla situazione interna: quindi, come ha resistito alla crisi economica causata dal Covid, sta, per ora, riuscendo a gestire anche le conseguenze della guerra russo-ucraina.

Volatilità ai massimi

I mercati occidentali, invece, sono in balia delle notizie e della volatilità: mentre il Vix ha raggiunto i massimi dell'anno, l'indice S&P 500 YTD ha fatto registrare -11,23% e l'Eurostoxx -11,71%. Un esempio del panic selling che si è verificato viene dalle maggiori banche italiane: in 12 giorni Intesa Sanpaolo ha perso circa il 25% (sebbene dal mercato russo provenga solo l'1% del suo utile) e Unicredit più del 30%.
Il motivo di questa reazione è semplice: molti investitori non sopportano l'incertezza e sono spaventati dall'ipotesi di un rallentamento della crescita, con tutte le conseguenze del caso, sull'economia europea nei prossimi mesi: un atteggiamento che avevamo già visto a marzo 2020 con l’esplosione della pandemia, ma che, per fortuna di chi aveva avuto il coraggio (perchè di coraggio a volte si deve parlare) di mantenere le posizioni o addirittura di incrementarle, questo atteggiamento dicevamo si è poi rivelato un grosso errore.
Non ci stancheremo mai di ripetere che l’investimento in capitale di rischio richiede pazienza, costanza, nervi saldi e tempo.
Ricordiamo che Warren Buffet deve gran parte dei suoi risultati eccezionali alla capacità di comperare titoli quando nessuno li vuole: una delle sue massime è "be greedy when others are fearful and be fearful when others are greedy."
Prevedere il futuro è infatti impossibile soprattutto quando si parla di geopolitica. Probabilmente non si è ancora toccato il fondo della discesa dei mercati ed è molto probabile che la volatilità resti sostenuta. Tuttavia, già oggi, ci sono buone opportunità di acquisto. Vale la pena di ricordare che chi vende oggi probabilmente rientrerà sui mercati a prezzi piu alti. In altri termini, la miglior strategia è tenere duro, se si può.

Portafoglio diversificato

Tenere duro, sì. Ma in che modo? Oggi come oggi, una buona ricetta per investire può consistere nella diversificazione di portafoglio: occorre avere una visione globale e diversificare l‘esposizione tra Asia, Stati Uniti e materie prime, in un periodo in cui quasi tutte sono in ascesa (l'alluminio è addirittura ai massimi storici).

L'incognita-tassi

In questo scenario si fanno ancora più profonde le incertezze delle Banche centrali sui tassi, che già prima della crisi ucraina erano molto marcate. Il conflitto in corso dovrebbe ritardare la politica di rialzo dei tassi pur in presenza di un'inflazione davvero preoccupante come dicevamo già prima. L’idea di fondo è che alla fine si sceglierà di non sacrificare la crescita accettando un’inflazione che si spera possa avere toccato il picco proprio nel mese di febbraio.

 


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