Omicronfobia: i mercati sono vaccinati?

La nuova variante del Covid ha provocato, a piu' riprese, la discesa delle Borse.

Carlo Vedani - AD di Alicanto Capital SGR - ci spiega perchè gli investitori devono farsi prendere dal panico.

La comparsa della variante Omicron ha inciso in modo forte sui mercati europei, americani e asiatici, provocandone una forte discesa in più occasioni. E l'incertezza quasi sicuramente proseguirà fino a quando le autorità sanitarie non saranno in grado di comunicare maggiori informazioni sull'infettività – e sul grado di virulenza – della nuova mutazione del Covid. Senza dimenticare le decisioni dei vari paesi su eventuali restrizioni ai movimenti, già paventate prima della scoperta della nuova variante.

Si è, insomma, diffusa la "omicronfobia", reazione che però è parsa eccessiva e irrazionale. Perché lo abbiamo ormai imparato: la scoperta di nuove varianti è parte della quotidianità, e lo sarà fino a quando ci saremo finalmente liberati del Covid. Il che non avverrà subito: con il coronavirus potremmo dover convivere ancora alcuni anni, forse addirittura quattro o cinque – sperando, naturalmente, che con il tempo l'infezione perda di efficacia e si trasformi in una normale influenza, o in un raffreddore. Non ci troviamo al "punto zero" come nel 2020 e siamo autorizzati a sperare che il virus muti in una forma meno pericolosa.

Solo se si scoprisse che Omicron "buca" davvero i vaccini potremmo preoccuparci. Ma è inutile anticipare considerazioni di questo tipo prima di avere dati certi. Senza poter disporre dei dati della nuova variante (e quelli non li abbiamo ancora) non si possono generare allarmismi: è dunque possibile che i ribassi vengano assorbiti in breve tempo. Un po', appunto, come è capitato per la versione delta, che aveva fatto temere scenari da tregenda in Borsa, ridimensionandosi poi in tempi abbastanza contenuti.

Dal punto di vista finanziario, più che Omicron, preoccupa l'inflazione, che in Germania e negli Usa ha superato il 6% - e che in Italia è arrivata al 3,6%.

Unico vero dubbio legato alla nuova variante del Covid è che possibili lockdown siano in grado di influire sulle performance di dicembre, che generalmente per il trading è un mese positivo – anche se nelle ultime due settimane la liquidità è di solito molto scarsa.

Se la "omicronfobia" dovesse proseguire, potrebbe dunque aumentare la volatilità e contribuire alla diminuzione dei valori azionari. Ma chi investe, solitamente, non lo fa a brevissimo termine: quindi, sarebbe un errore concentrarsi su dicembre (che comunque ha ancora tutte le caratteristiche per chiudersi in positivo): meglio farlo sul medio termine.

 Diversificare? Sì, ma con giudizio

Per passare indenni l'esordio di Omicron non è comunque scorretto diversificare gli investimenti, inserendo una quota di obbligazionario ed equilibrando l'azionario. Vale a dire: è bene scegliere titoli stay at home, come per esempio i tecnologici (legati al lavoro da remoto che si è rivelato indispensabile in tempo di pandemia) o l'economia reale. Ma senza necessariamente evitare gli altri: semplicemente, aumentando la selettività a livello settoriale e di singolo titolo. Mantenendo magari un livello di guardia sui settori più danneggiati da eventuali restrizioni, come il settore dei viaggi e dell'hospitality.

Dal punto di vista geografico, invece, il mercato europeo potrebbe rivelare scenari importanti e meriterebbe un’attenzione diversa: ultimamente quello americano, poco volatile, è sceso molto meno, mentre gli emergenti hanno registrato prestazioni negative. Soprattutto la Cina, che è finora il mercato con la peggior performance dell'anno.

Discorso a parte merita la Germania. E non tanto – anzi, non solo - per il lockdown: guardando al tema della transizione energetica, lo stop accusato dalle turbine eoliche lo scorso ottobre ha provocato considerazioni molto importanti sui piani di conversione verso le energie rinnovabili. E un impatto immediato sui costi dell’energia “tradizionale” (evidente, per esempio, con il repentino aumento di volatilità sul prezzo del gas).

A proposito di energia, un discorso a parte va fatto sul petrolio. L’aumento di volatilità sui mercati è stato accompagnato da una diminuzione del prezzo del greggio intorno ai 70 dollari.

Questo potrebbe anche essere visto come un importo di equilibrio: valori più alti potrebbero favorire pericolosi scenari inflattivi.


Michele Colavito è il nuovo Responsabile Commerciale di Alicanto Capital SGR

Alicanto Capital SGR si rafforza con l’ingresso di Michele Colavito, nuovo Responsabile Commerciale della Società. Michele Colavito riporterà all’Amministratore Delegato, Carlo Vedani, e avrà la responsabilità di espandere la presenza della società sul mercato italiano ed oltre confine, sottolineando la flessibilità nella creazione di soluzioni di investimento altamente ingegnerizzate.

Carlo Vedani, AD di Alicanto Capital SGR, ha commentato: “Riconosciuta come una società che offre soluzioni di investimento innovative, Alicanto Capital SGR propone un’ampia gamma di linee di gestione, veicoli alternativi e a rendimento assoluto, gestiti in modo attivo e con un processo di investimento disciplinato. Nata dalla fusione di Alpi Fondi SGR in Fiduciaria Orefici SIM, Alicanto Capital SGR ha completato con successo il processo di consolidamento e si appresta ad intraprendere nuove sfide. Con l’ingresso di Michele, miriamo a consentire ad un maggior numero di investitori l’accesso alle nostre soluzioni d’investimento, la cui rigorosa gestione del rischio rappresenta il fulcro del processo di investimento, permeandolo in diverse misure, e definisce la base inderogabile per la costruzione di relazioni di lunga durata con la nostra clientela. Grazie alla sua esperienza nel settore dell’asset management, Michele potrà aiutarci nella piena implementazione dei prossimi step dei nostri piani di sviluppo.” Michele Colavito ha aggiunto: ”La completa indipendenza e la capacità di comprendere le reali esigenze della clientela caratterizzano il progetto tutto italiano di Alicanto Capital SGR, che, nella proposizione di un’offerta altamente distintiva, rappresenta un unicum nel panorama nazionale del risparmio gestito. Con l’ambizione e l’esperienza di tutta la squadra riusciremo a realizzare un progetto di sviluppo importante, condividendo entusiasmo ed obiettivi con la clientela, che in Alicanto Capital SGR viene posta al centro del processo di creazione di valore, ribaltando completamente il paradigma esistente nell’industria.”


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